Gennaio 2026
Olio Maximus è un’azienda agricola dedita alla produzione di olio EVO d’eccellenza e alla tutela della Nostrale di Rigali, varietà rara tipica di un ristretto tratto dell'Appennino Umbro-Marchigiano. Da questa cultivar produciamo 'Puro', il nostro monocultivar Presidio Slow Food. La nostra mission è il recupero degli uliveti abbandonati, per tutelare il paesaggio umbro: salviamo dall'abbandono almeno 200 ulivi ogni anno in terreni montani, piuttosto che piantare nuovi impianti intensivi. A rendere unico il nostro progetto è il packaging: i nostri oli estratti a freddo sono custoditi in ceramiche artigianali umbre, unendo i due pilastri della tradizione regionale in un’unica esperienza sensoriale.
Cosa vi ha spinti a partecipare a SANA Food 2026 e quali aspettative o obiettivi vi guidano in questa nuova edizione?
La scelta di partecipare a SANA Food 2026 nasce dalla forte affinità tra la vostra attenzione all'eccellenza alimentare e la nostra filosofia aziendale. Condividiamo un target di clientela esigente e orientato alla qualità, il che rende questa fiera il palcoscenico ideale per noi. Il nostro obiettivo principale per questa edizione è l'internazionalizzazione: desideriamo far conoscere il nostro brand e i nostri valori in nuovi mercati globali.
Il consumatore di oggi è sempre più attento a salute e benessere. In che modo questa consapevolezza ha influenzato le vostre scelte produttive o ispirato nuove proposte?
La nostra azienda nasce con un’identità 100% biologica: una scelta che anticipa la crescente attenzione del consumatore verso la salute. Entro breve, con il completamento della transizione dei nostri ultimi uliveti, la nostra intera produzione sarà esclusivamente Bio. Si tratta di una posizione radicale e distintiva: sono pochissime le realtà olivicole che scelgono l'integrità del biologico, data la complessità tecnica della cura degli ulivi. Per noi, però, la tutela del benessere del consumatore e dell'ecosistema è il motore principale di ogni scelta produttiva.
Tradizione e innovazione sono due aspetti che spesso si intrecciano nel percorso di crescita di un’azienda. Come riuscite a valorizzare le vostre radici interpretandole in chiave contemporanea?
La nostra azienda vive l’equilibrio tra passato e futuro a partire dall'identità: il brand e i nomi dei nostri oli sono un omaggio diretto alla storia della nostra famiglia. Traduciamo le nostre radici in chiave contemporanea attraverso due pilastri: la tecnica, utilizzando metodi di estrazione all'avanguardia per esaltare i profili sensoriali delle nostre cultivar antiche, e il design. Abbiamo infatti reinterpretato la tradizione della ceramica umbra, trasformando un’arte secolare in un packaging moderno e funzionale, capace di rendere l'olio non solo un alimento, ma un vero oggetto d'arredo.
Trasparenza, sostenibilità e tracciabilità sono oggi valori imprescindibili. Come traducete questi valori nelle vostre pratiche distributive?
Traduciamo questi valori in una scelta radicale: coltiviamo solo ciò che produciamo. Essendo prima di tutto agricoltori, gestiamo l'intera filiera, dalla cura della pianta all'estrazione, fino all'imbottigliamento. La nostra tracciabilità è totale perché non acquistiamo olive né olio dall'esterno: ogni goccia proviene esclusivamente dalle nostre terre. Sappiamo che l'olivo è una pianta alternante e questo può limitare le nostre disponibilità, ma la nostra trasparenza verso il cliente consiste proprio nel garantire l'origine certa e la qualità costante, a costo di andare sold out nei primi mesi dell'anno. La nostra sostenibilità si esprime nel recupero costante di uliveti abbandonati, che aumenta la nostra capacità produttiva anno dopo anno senza forzare i ritmi della natura. Questa filosofia è stata così apprezzata dai nostri partner che oggi lavoriamo gran parte dell'anno su prenotazione per la campagna successiva.