Gennaio 2026

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La nostra storia inizia nel 2016, quando l’agronomo Pietro Squicciarini apre ad Altamura il pastificio artigianale Fior di Campo. Nasce Pasta Orobio, la prima pasta certificata 'senza micotossine' dal campo alla tavola, ottenuta dalle migliori semole di Puglia e Basilicata, che unisce la tradizione della lavorazione con l’innovazione agronomica. La nostra missione è offrire un prodotto genuino che conservi l’anima del grano e il sapere dei nostri padri, garantendo la sicurezza alimentare attraverso analisi rigorose e accessibili a tutti. Pasta Orobio non è solo eccellenza artigianale, ma un atto di amore per la salute: una pasta altamente digeribile, etica e sicura. Perché crediamo fermamente che la qualità non sia un lusso, ma un diritto di tutti.

Cosa vi ha spinti a partecipare a SANA Food 2026 e quali aspettative o obiettivi vi guidano in questa nuova edizione?

Partecipiamo a SANA Food 2026 con l’obiettivo di consolidare il nostro posizionamento nel mercato del biologico d’eccellenza e di espandere i nostri orizzonti commerciali verso nuovi segmenti di mercato. Desideriamo connetterci con distributori, buyer e partner che condividano la nostra visione di un prodotto d’origine certa, libero da contaminanti e funzionale al benessere. La fiera rappresenta per noi la vetrina ideale per far conoscere il valore scientifico del nostro progetto -in particolare la certificazione "senza micotossine"- a una platea internazionale di consumatori consapevoli. Puntiamo a raggiungere le tavole di tanti nuovi consumatori che cercano una pasta che non scenda a compromessi tra salute e gusto artigianale.

Il consumatore di oggi è sempre più attento a salute e benessere. In che modo questa consapevolezza ha influenzato le vostre scelte produttive o ispirato nuove proposte?

Le nostre scelte produttive sono nate dalla consapevolezza che molti prodotti della grande distribuzione, spesso realizzati con grani UE e non UE contenenti residui di fitofarmaci e micotossine, possono essere causa di intolleranze e problematiche per la salute. Abbiamo quindi deciso di invertire questa tendenza: l’uso esclusivo di grani duri locali, biologici e certificati senza micotossine, unito a un processo produttivo rigorosamente artigianale, risponde con precisione alle esigenze di un consumatore moderno che cerca sicurezza e benessere. La nostra proposta è una pasta che garantisce l’assenza di residui chimici nocivi, offrendo un alimento che è, prima di tutto, una garanzia di salute quotidiana.

Tradizione e innovazione sono due aspetti che spesso si intrecciano nel percorso di crescita di un’azienda. Come riuscite a valorizzare le vostre radici interpretandole in chiave contemporanea?

La nostra è una piccola realtà artigianale che usa un processo produttivo molto antico. La nostra tradizione è l'essiccazione lenta, quella che una volta si faceva all'aperto. Ma oggi la rendiamo contemporanea con la tecnologia: usiamo celle di essiccazione hi-tech che simulano il microclima ideale adoperato al tempo dei nostri nonni, monitorando umidità e temperatura. Questo ci permette di garantire che ogni pacco di pasta abbia lo stesso sapore del passato, ma con la precisione produttiva digitale, che assicura costanza qualitativa e sicurezza alimentare.

Trasparenza, sostenibilità e tracciabilità sono oggi valori imprescindibili. Come traducete questi valori nelle vostre pratiche distributive?

Per Pasta Orobio la tracciabilità è un impegno etico verificabile in tempo reale. Non chiediamo ai nostri partner di fidarsi della nostra parola, ma dei dati: ogni lotto di produzione è accompagnato da certificati di analisi di laboratorio che carichiamo direttamente sul nostro sito web. Questa massima trasparenza permette a distributori e consumatori finali di verificare, con un semplice clic, la purezza della semola e l’assenza di glifosato o micotossine. È un modello di fiducia radicale che garantisce sicurezza totale lungo tutta la catena distributiva, rendendo ogni passaggio della filiera chiaro e documentato.

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