Gennaio 2026
Risultati importanti, che confermano il valore della scelta biologica nell’alimentazione quotidiana, tema centrale anche nella prossima edizione di SANA Food.
La dieta mediterranea fa bene, ma in versione biologica fa ancora meglio. Lo conferma uno studio dell’Università di Roma Tor Vergata, pubblicato su Microorganisms, che dimostra come quattro settimane di dieta mediterranea bio siano sufficienti per modificare il microbiota intestinale, aumentando i batteri buoni e migliorando i parametri antinfiammatori e antiossidanti.
La novità più rilevante è che, a parità di calorie e nutrienti, è la qualità degli alimenti a fare la differenza. Gli alimenti biologici, privi di residui di pesticidi e più ricchi di composti fitochimici, amplificano gli effetti della dieta mediterranea. “L’effetto potenziato si deve proprio alla maggiore qualità nutrizionale del bio”, spiega Laura Di Renzo, responsabile della nutrizione clinica e nutrigenomica a Tor Vergata.
Un risultato in linea con il messaggio promosso da FederBio, AssoBio e Consorzio Il Biologico attraverso la campagna Il bio dentro di noi: “Non basta garantire cibo sufficiente, serve garantire buon cibo”.
Lo studio di Tor Vergata evidenzia anche un dato curioso: le donne sembrano beneficiare in misura maggiore del miglioramento del microbiota.
I numeri parlano chiaro: già dopo due settimane di dieta biologica, la capacità antiossidante del plasma cresceva del 21%, mentre il contenuto di polifenoli negli alimenti bio arrivava fino al +312% rispetto a quelli convenzionali. Si tratta del primo trial clinico che confronta direttamente le due versioni della dieta mediterranea, aprendo nuove riflessioni sul rapporto tra cibo, microbiota e salute.
Un tema che troverà spazio anche a SANA Food, dove saranno trattati la qualità del biologico e il suo impatto sul benessere.