Febbraio 2026

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Trespaldum è una piccola realtà famigliare nata nel 2007 a Mafalda, piccolo comune molisano al confine con l'Abruzzo, affacciato sul mare da un lato e sulla Majella dall’altro. La grande passione familiare per il mondo dell'olio e dell'olivicoltura, nonché la volontà di costruire qualcosa che permetta di valorizzare il nostro territorio ci ha spinto a realizzare un extravergine di oliva straordinario, partendo dalla tradizione ma abbracciando i vantaggi che può offrire l’innovazione: una produzione artigianale improntata alla qualità, l’autenticità e la sostenibilità.
Fin da subito abbiamo deciso di perseguire queste finalità nel pieno rispetto per l’ambiente, sia per quanto riguarda le metodologie di coltivazione che per quelle di produzione. Per queste ultime difatti abbiamo adottato delle tecnologie energetiche rinnovabili che hanno permesso di rendere l’impianto di produzione interamente autosufficiente
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Cosa vi ha spinti a partecipare a SANA Food 2026 e quali aspettative o obiettivi vi guidano in questa nuova edizione?

Abbiamo scelto di partecipare a questa fiera perché sentiamo il bisogno di portare fuori dal Molise ciò che ogni giorno viviamo nei nostri uliveti: una terra autentica, ancora poco raccontata, ma capace di regalare un extravergine dal carattere unico. Ma anche per far conoscere la nostra volontà di custodire un territorio autentico e fragile, e di farlo crescere in modo sostenibile.
Questa fiera è l’occasione per far scoprire da vicino il nostro modo di lavorare, fatto di rispetto per il territorio, raccolte attente e scelte produttive che custodiscono l’ambiente. Il biologico, per noi, non è un’etichetta: è il modo più naturale per restituire alla terra ciò che ci dona. Arriviamo a questa nuova edizione con l’obiettivo di creare incontri sinceri, di far assaggiare la nostra identità e di raccontare il Molise attraverso un extravergine pulito, sostenibile e profondamente legato alle sue radici.Vogliamo tornare a casa con nuove relazioni e con la sensazione di aver portato un pezzo della nostra terra dove ancora non era arrivata.

Il consumatore di oggi è sempre più attento a salute e benessere. In che modo questa consapevolezza ha influenzato le vostre scelte produttive o ispirato nuove proposte?

Oggi chi sceglie un olio extravergine non cerca solo un condimento, ma un ingrediente funzionale al proprio benessere, per questo abbiamo orientato il nostro lavoro verso produzioni sempre più attente ai parametri qualitativi e ai benefici nutrizionali. In frantoio adottiamo tecniche estrattive che preservano al massimo la componente fenolica e gli aromi varietali: modulo di termocondizionamento, temperature controllate, tempi di gramolazione ridotti e lavorazioni rapide immediatamente dopo la raccolta. Allo stesso tempo, abbiamo sviluppato proposte nuove: selezioni ad alto contenuto di polifenoli, oli monocultivar più identitari e prodotti pensati per un uso quotidiano consapevole. Sicuramente la sfida più grande ed importante è stata il riconoscimento della nostra “Gentile di Mafalda” come 19° cultivar Molisana, dove Trespaldum è scesa in prima linea in campo, provvedendo ad adempiere a tutte le procedure necessarie affinché ciò avvenisse. Per noi questo traguardo rappresenta una vittoria importante non solo a livello personale, ma soprattutto per il nostro paese, Mafalda. Questo riconoscimento difatti ha portato, sulla nostra spinta iniziale, anche altri giovani al ritorno alla campagna, al recupero ed al ripristino di vecchi uliveti abbandonati. L’obiettivo rimane sempre lo stesso: unire qualità, benessere e autenticità, portando in tavola un extravergine che faccia bene e che racconti la nostra terra.

 Tradizione e innovazione sono due aspetti che spesso si intrecciano nel percorso di crescita di un’azienda. Come riuscite a valorizzare le vostre radici interpretandole in chiave contemporanea?

Per noi la tradizione è presente in campo: nella gestione degli uliveti, nelle pratiche agronomiche che rispettano i ritmi naturali e preservano il territorio. Riteniamo che sia un modo di lavorare che tutela l’ambiente e mantiene intatto l’equilibrio dell’ecosistema. Tutto il resto è innovazione. In frantoio, nelle procedure di controllo, nelle tecnologie di estrazione e nelle scelte produttive
adottiamo un approccio moderno, orientato alla qualità, all’efficienza e alla sostenibilità. La nostra mission è una: valorizzare ciò che la tradizione custodisce, ma trasformarlo attraverso processi contemporanei che garantiscono un prodotto eccellente, un extravergine che nasce da radici solide e da un metodo evoluto.

Trasparenza, sostenibilità e tracciabilità sono oggi valori imprescindibili. Come traducete questi valori nelle vostre pratiche distributive?

AMBIENTE, QUALITA’ e UNICITA’ sono i pilastri etici su cui è fondata la nostra azienda, nonché rappresentano le premesse per il futuro. Come azienda, fin da subito ci siamo affacciati ad un’olivicoltura moderna, con l’obiettivo di avere un impatto sull’ambiente il più ridotto possibile. Abbiamo deciso così di soddisfare la necessità energivora necessaria all’attività attraverso l’adozione di tecnologie energetiche rinnovabili quali, pannelli fotovoltaici e solare termico, che hanno reso il nostro impianto per la produzione di Olio Extra Vergine di Oliva “autosufficiente”. Per quanto riguarda invece il materiale di confezionamento necessario alla spedizione delle merci, l’azienda cerca, nei limiti del possibile, di riutilizzare materiali d’imballo derivante dall’acquisto delle materie prime (quali bottiglie e lattine). L’obbiettivo è quello di perseguire un’economia circolare basata sul paradigma delle 4R (riduzione, riuso, riciclo e recupero), in modo da estendere il ciclo di vita dei prodotti e contribuire alla riduzione dei rifiuti al minimo, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

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