Febbraio 2026
Fonte della Vita nasce negli anni Ottanta all’interno di un contesto di forte fermento culturale legato all’alimentazione naturale e alla macrobiotica, quando il tema delle proteine vegetali iniziava a essere esplorato come risposta a nuovi bisogni di equilibrio e benessere. L’ispirazione arriva dall’osservazione di pratiche alimentari semplici e tradizionali, come la preparazione artigianale di bevande vegetali a partire dal riso, senza fermentazioni né processi complessi, ma attraverso gesti essenziali e rispettosi della materia prima. Su queste basi nasce Fonte della Vita: un marchio che ha contribuito allo sviluppo dell’alimentazione vegetale biologica, introducendo prodotti come tofu, seitan, tempeh e altre soluzioni proteiche, sempre nel segno dell’equilibrio tra tradizione, ricerca e visione olistica del benessere.
Cosa vi ha spinti a partecipare a SANA Food 2026 e quali aspettative o obiettivi vi guidano in questa nuova edizione?
SANA Food 2026 rappresenta per Fonte della Vita un contesto naturale di racconto e confronto. Il marchio nasce e si sviluppa all’interno della cultura dell’alimentazione naturale e biologica, e SANA è da sempre il luogo in cui questi valori trovano spazio, dialogo e riconoscimento. Partecipare a questa edizione significa riaffermare il contributo storico del brand allo sviluppo delle proteine vegetali biologiche e confrontarsi con un pubblico competente, attento e specializzato, interessato non solo ai prodotti ma anche alla visione che li sostiene.
Il consumatore di oggi è sempre più attento a salute e benessere. In che modo questa consapevolezza ha influenzato le vostre scelte produttive o ispirato nuove proposte?
Fin dalle origini, Fonte della Vita nasce da una riflessione sul benessere inteso come equilibrio complessivo, non come semplice assenza di problemi. L’attenzione alla salute ha guidato la scelta di ingredienti vegetali e biologici e di lavorazioni ispirate a pratiche semplici, evitando processi inutilmente complessi. Oggi questa visione resta attuale: il consumatore consapevole riconosce il valore di prodotti essenziali, che mettono al centro la materia prima e il rispetto dei suoi tempi e delle sue caratteristiche.
Tradizione e innovazione sono due aspetti che spesso si intrecciano nel percorso di crescita di un’azienda. Come riuscite a valorizzare le vostre radici interpretandole in chiave contemporanea?
Le radici di Fonte della Vita affondano nella tradizione macrobiotica e nella visione olistica dell’alimentazione, che negli anni Ottanta rappresentavano un approccio pionieristico. Valorizzare queste radici oggi significa non snaturarle, ma reinterpretarle alla luce delle esigenze contemporanee, mantenendo un equilibrio tra il rispetto delle pratiche originarie e la ricerca di soluzioni moderne, capaci di dialogare con un mercato più maturo e consapevole. Tradizione e innovazione convivono nella capacità di restare fedeli a una visione, adattandola senza perderne il senso.
Trasparenza, sostenibilità e tracciabilità sono oggi valori imprescindibili. Come traducete questi valori nelle vostre pratiche distributive?
Per Fonte della Vita questi valori si traducono prima di tutto in un approccio responsabile al prodotto e al suo contesto. La sostenibilità è legata alla scelta di ingredienti vegetali biologici e a una proposta coerente con un’idea di alimentazione equilibrata. La relazione con il canale specializzato e con operatori competenti consente di mantenere un dialogo basato sulla conoscenza, sulla fiducia e sulla continuità, elementi fondamentali per dare solidità e credibilità al biologico nel tempo.
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