Gennaio 2026
Kí 1974 è appena nata dall’affetto di chi ha conosciuto e lavorato con Pietro Bianchi ed Angelo Saccone, acquisendo un marchio che è stato pensato cinquant’anni fa, quando si iniziava a immaginare il mondo dell’alimentazione naturale e macrobiotica e il biologico non era ancora regolamentato, né esisteva un vero mercato strutturato. Oggi si riparte da quella visione per reinterpretarla in modo contemporaneo, con l’obiettivo di offrire prodotti biologici affidabili ed essenziali, coerenti con i bisogni di chi cerca qualità e semplicità. La nostra mission è rendere il biologico una scelta quotidiana consapevole, accessibile e credibile, lavorando su materie prime selezionate, filiere controllate e una visione responsabile del fare impresa, con una scelta distributiva chiara e coerente: servire esclusivamente il canale biologico specializzato, con cui condividiamo valori, linguaggio e attenzione al prodotto.
Cosa vi ha spinti a partecipare a SANA Food 2026 e quali aspettative o obiettivi vi guidano in questa nuova edizione?
Per Kí1974, SANA rappresenta un luogo simbolico: è il contesto in cui il marchio ha mosso i suoi primi passi e ha incontrato, fin dall’inizio, una comunità affine per valori e sensibilità. Partecipare a SANA Food 2026 significa dialogare con questo ecosistema, presentando il percorso di rilancio del brand e riaffermando il nostro impegno nel biologico e nel canale specializzato, che per noi resta il luogo naturale di incontro con il consumatore. L’obiettivo è ascoltare il mercato, confrontarci con operatori e professionisti della filiera e allacciare relazioni solide, partendo da basi autentiche e condivise.
Il consumatore di oggi è sempre più attento a salute e benessere. In che modo questa consapevolezza ha influenzato le vostre scelte produttive o ispirato nuove proposte?
Oggi il consumatore non cerca solo un prodotto “bio”, ma chiede coerenza e affidabilità. Questo ha orientato le nostre scelte verso una proposta essenziale, senza eccessi, concentrata sulla qualità delle materie prime e su ricette corte e comprensibili, pensate per un pubblico consapevole che frequenta il canale specializzato. La salute e il benessere non sono per noi elementi da enfatizzare a livello comunicativo, ma criteri concreti che guidano il modo in cui selezioniamo i prodotti e costruiamo l’offerta.
Tradizione e innovazione sono due aspetti che spesso si intrecciano nel percorso di crescita di un’azienda. Come riuscite a valorizzare le vostre radici interpretandole in chiave contemporanea?
Le radici del marchio Kí sono culturali prima ancora che produttive: un’idea di alimentazione consapevole, nata quando parlare di biologico era una scelta controcorrente. Oggi, per Kí1974, innovare non significa rincorrere le mode, ma attualizzare quei valori alla luce delle esigenze contemporanee: mercati più complessi, consumatori più informati, filiere che devono essere sempre più responsabili. Il dialogo tra passato e presente è ciò che ci permette di costruire un’identità solida, riconoscibile e coerente nel tempo.
Trasparenza, sostenibilità e tracciabilità sono oggi valori imprescindibili. Come traducete questi valori nelle vostre pratiche distributive?
Per Kí1974, sostenibilità e tracciabilità sono elementi operativi, non dichiarazioni di principio. Si traducono in una selezione attenta dei fornitori, nel rispetto degli standard del biologico certificato e in un rapporto costruito nel tempo con i partner del canale specializzato, basato su fiducia, continuità e coerenza. Il nostro obiettivo è garantire affidabilità lungo tutta la filiera, perché solo così il biologico può mantenere credibilità nel tempo.
TUTTE LE NEWS